samedi 16 novembre 2013

Furia: per un'arte sinfonica di massa (Traduzione Patrizia Donadello)

Furia: per un'arte sinfonica di massa - il 24 novembre in concerto a Torino
Furia@SUD-Turin Le 22-11 @ Chateau de Faverolles en Champagne (France) - Le 24-11 @ SUD à Turin (Italie) - Le 28-11 @ Teatro di Anghiari dans le cadre de la Pulpito Nites à Arezzo - Italie - Le 30-11 @ Spazioseme à Arezzo - Italie - Le 01-12 @ Rusnenta à Turin - Italie - Le 2-12 @ l'ONO BAR à Berne en Suisse - Le 4-12 à La Laiterie à Lausanne en Suisse


di Ahmed Amri
Beloved Comrade (EP)
Alle origini di Furia, un sogno rivoluzionario ed un po' utopista condiviso da due artisti belgi impegnati. Spodestare
la
musica sinfonica dalla sua vecchia torre d’avorio per farne, se non un'arte di massa nel senso pieno dell'espressione, almeno una cultura più accessibile al popolo, meno elitaria di ciò che non lo sia per tradizione.

Non si tratta di far decadere la sinfonia da musica sapiente, ma di promuovere altrove il "sapere" e cioè, alla base della piramide sociale. Dinamizzare la cultura popolare affinché ci si incorpori, a medio e lungo termine, una tradizione sinfonica e più in generale una tradizione artistica da cui sono esclusi oggi, e nella maggior parte dei paesi, le fasce più povere.
Un’impresa che, a prima vista, sembrerebbe una scommessa, se non fosse che il progetto di Furia è già stato ampiamente provato altrove. E da molto tempo.
In Venezuela, da più di 60 anni, El Sistema, un sistema nazionale di orchestre di giovani e bambini messe in piedi da José Antonio Abreu (1), ha permesso di far avvicinare e di far propria una cultura una volta riservata ad una casta a mezzomilione di bambini appartenenti agli strati più poveri.
Questi bambini sono oggi tra le migliori orchestre del mondo. E Mozart, Beethoven, Ravel... sono divenuti il pane quotidiano per queste generazioni formate da El Sistema. (2)
L'ambizione di Furia è di trasmettere il "contagio" di El Sistema all'Europa. Una lotta che è solo all’inizio e che merita di essere sostenuta non solo dai melomani, ma anche da tutti quelli che si battono per un mondo più giusto, più umano (3).

Pur investendosi in questa lotta d’avanguardia che si fa carico di diffondere, divulgare per quanto possibile la musica sinfonica, Furia si batte anche per un'arte sinfonica impegnata. Contro la concezione vecchia e meschina di "l'arte per
l'arte", contro queste teorie coltivate dall'ideologia dominante che vuole l'arte sterilizzata contro ogni tentazione, per non servire altro che il suo proprio "ombelico", Furia si batte anche per riabilitare i canti di protesta, di lotta.

Vorrei inviare un messaggio, la voce di un cittadino arabo, ai nostri Ministri della Cultura, ai Direttori di Festival, a tutti
coloro che sono a capo delle istituzioni culturali nel Mediterraneo, ma anche ai giornalisti, ai conduttori di spettacoli televisivi a tutti coloro che hanno a buon diritto voce nel capitolo della nostra cultura artistica :

Noi vorremmo vedere Furia a Cartagine, a Timgad, a Baalbek, ad Agadir.... e in tante altre scene di gran prestigio, quelle
che ci hanno fatto scoprire negli anni i talenti migliori del mondo.
Noi vorremmo vedere questo duo belga onorato a buon diritto dal pubblico arabo, dalle televisioni e dalle radio dei nostri paesi poiché, senza voler esagerare, questo duo onora la musica e la canzone concepita per servire da "rimedio alla malinconia che ci circonda"(4.)

Philippe Tasquin e Julie Jaroszewski ridonano all'arte sinfonica nuove lettere di nobiltà operando da un lato, a riprendere il lavoro iniziato in Venezuela da José Antonio Abreu, dall’altro a coniugare quest’arte alle giuste cause dei popoli, alle voci e ai modi di ogni cultura, la voce di quei cittadini che in ogni paese si battono per un mondo migliore.
Per la salute comune dell’umanità.
La salute di questa arte sapiente potrà soltanto arricchirsi e sbocciare a nuova cultura di massa mano a mano che saprà e potrà espandersi. 


Patrizia Donadello
16.11.2013


Traduzione dell’articolo di Amhed Amri : Furia: pour un art symphonique de masse



Notes:
1- Jose Antonio Abreu parlant des enfants transformés par la musique:

2-" Aujourd'hui, nous pouvons dire que l'art en Amérique latine n'est plus un monopole d'élite mais est devenu un droit social." (José Antonio Abreu)

3- Est-il besoin d'être plus explicite à ce propos pour indiquer les modalités de ce soutien?
Un artiste vit de ce qu'il produit pour autant que ses œuvres puissent bénéficier des conditions optimales qui en assurent la diffusion et la vente. Régis par les lois de la jungle capitaliste, les circuits de diffusion et de vente ne se prêtent pas à tous les produits ni ne s'accommodent des artistes qui refusent de marcher dans leurs passages cloutés.
Philippe Tasquin et Julie Jaroszewski font partie de cette catégorie pénalisée pour son intégrité artistique, qui ne se prostitue pas ni n'admet de faire barboter son talent dans l'auge du racolage, et que boudent justement les rentiers de la diffusion, plus proxénètes que véritablement promoteurs d'art.
L'humour noir de Philippe Tasquin à ce propos est éloquent: «On n’est pas censuré, souligne-t-il, on n’est juste pas diffusé !»

4- C'est l'ambition du duo belge, telle qu'on peut la lire dans une interview accordée à Camille Wernaers : « On veut que Furia soit un remède à la morosité ambiante ».


Quelques titres de Furia:

                                                             Les Coquillages

Sous-titrage arabe:


                                                                Mort d'une pute

Sous-titrage arabe:



                                                                   L'Estaque

Sous-titrage arabe:



La version symphonique de ces titres (+ trois autres) est disponible sur un CD que vous pouvez commander, moyennant 5 € ou plus, sur ce lien.

Pour contacter Furia.